Copia dei propri dati personali: va consegnata una riproduzione fedele
Possibile per un privato cittadino ottenere copia di estratti di documenti o anche di documenti interi o, ancora, di estratti di banche dati contenenti i suoi dati personali
Il diritto di ottenere una copia dei dati personali implica che sia consegnata al soggetto richiedente una riproduzione fedele e intelligibile dell’insieme di tali dati. E tale diritto implica quello di ottenere copia di estratti di documenti o anche di documenti interi o, ancora, di estratti di banche dati contenenti detti dati, se ciò è indispensabile per consentire al soggetto di esercitare effettivamente i diritti conferitigli dal ‘Regolamento generale sulla protezione dei dati’. Questo il paletto fissato dai giudici, chiamati a prendere in esame il caso concernente un’agenzia di consulenza commerciale che fornisce, su richiesta dei propri clienti, informazioni sulla solvibilità di terzi, ma che si è ritrovata ad esaminare la richiesta di un privato per l’accesso ai dati personali che lo riguardavano. L’agenzia ha trasmesso al privato l’elenco, in forma sintetica, dei suoi dati personali oggetto di trattamento, ma tale risposta non ha soddisfatto il privato, il quale ha sostenuto che l’agenzia avrebbe dovuto trasmettergli una copia di tutti i documenti contenenti i suoi dati, quali i messaggi di posta elettronica e gli estratti di banche dati. I giudici hanno chiarito contenuto e portata del diritto di accesso di un privato ai suoi dati personali oggetto di trattamento, sancendo che il diritto di ottenere dal titolare del trattamento una copia dei dati personali implica che sia consegnata al soggetto una riproduzione fedele e intelligibile dell’insieme di tali dati. E detto diritto presuppone quello di ottenere copia di estratti di documenti o anche di documenti interi o, ancora, di estratti di banche dati contenenti, tra l’altro, tali dati, se la fornitura di una siffatta copia è indispensabile per consentire all’interessato di esercitare effettivamente i diritti conferitigli dal ‘Regolamento generale sulla protezione dei dati’. (Sentenza del 4 maggio 2023 della Corte di giustizia dell’Unione Europea)