Lastra di ghiaccio sulla strada: niente risarcimento se il cittadino caduto indossava scarpe non adeguate

Per i giudici non ci sono dubbi: la condotta del cittadino è stata imprudente, essendo lui sceso dall’auto su una strada visibilmente ghiacciata, a causa di eccezionali nevicate, senza calzare scarpe idonee

Lastra di ghiaccio sulla strada: niente risarcimento se il cittadino caduto indossava scarpe non adeguate

Niente risarcimento per il cittadino che scende dalla propria vettura e, a causa di scarpe non adeguate, scivola su una lastra di ghiaccio e cade a terra, riportando gravi lesioni.
Questa la decisione dei giudici (ordinanza numero 8789 dell’8 aprile 2026 della Cassazione), i quali hanno respinto definitivamente l’istanza avanzata da un uomo nei confronti di un Comune campano.
Scenario dell’episodio, risalente a quattordici anni fa, è un piccolo Comune in provincia di Avellino.
Siamo in pieno inverno, con un clima rigido e con forti nevicate in tutta la zona dell’Irpinia, quando un uomo parcheggia la propria vettura, scende dall’automobile e comincia a camminare ma mette il piede su una lastra di ghiaccio presente sulla strada. Inevitabile la scivolata, che si conclude con una rovinosa caduta.
L’uomo riporta gravi lesioni fisiche, tanto da essere condotto al ‘Pronto Soccorso’ dell’ospedale ‘Moscati’ di Avellino.
Una volta ripresosi, l’uomo decide di agire in giudizio contro il Comune, ritenendolo responsabile per la disavventura capitatagli e chiedendo, quindi, un adeguato ristoro economico. A suo dire, difatti, l’ente locale non ha adeguatamente provveduto alla manutenzione delle strade del paese, soprattutto considerando il rigido clima invernale e le forti nevicate.
Questa visione, però, non viene condivisa dai giudici di merito, i quali escludono invece ogni possibile addebito a carico del Comune e respingono, quindi, l’istanza risarcitoria avanzata dall’uomo. Ciò per una semplice ragione: l’episodio va catalogato come frutto di caso fortuito in ragione delle eccezionali condizioni meteorologiche e della condotta imprudente della persona danneggiata.
Col ricorso in Cassazione, però, il legale che rappresenta l’uomo sostiene sia stato commesso un grosso errore in Appello, poiché, osserva, sono stati ritenuti sussistenti i presupposti del caso fortuito idoneo ad escludere la responsabilità del custode e si è ritenuto integrato il caso fortuito per la mera imprudenza della persona danneggiata, mentre l’imprudenza non è sufficiente ad interrompere il nesso causale tra la cosa e il danno, occorrendo a tal fine anche l’imprevedibilità e l’inevitabilità. E, sempre secondo il legale, la presenza di ghiaccio sulla sede stradale non poteva considerarsi evento imprevedibile né inevitabile per il custode, cioè per il Comune, trattandosi di situazione prevenibile mediante doverosi interventi da parte dell’ente, colpevole anche, sempre secondo il legale, della mancata regimentazione delle acque meteoriche, nonostante le segnalazioni già pervenute da numerosi cittadini. Difatti, il Comune non ha assolto all’onere di dimostrare di aver adottato tutte le misure idonee a evitare il danno né ha provato i caratteri di eccezionalità e imprevedibilità che la condotta del soggetto danneggiato deve presentare per assumere rilievo causale esclusivo, chiosa il legale.
Queste obiezioni, però, non convincono i magistrati di Cassazione, i quali sanciscono in via definitiva che, analizzato lo specifico episodio, nessuna responsabilità è addebitabile al Comune.
In premessa, viene richiamato il principio secondo cui, in tema di responsabilità per cosa in custodia, l’incidenza causale (concorrente o esclusiva) del comportamento del soggetto danneggiato presuppone che la condotta abbia natura colposa, non richiedendosi, invece, che essa si presenti anche come autonoma, eccezionale, imprevedibile e inevitabile.
Tornando alla specifica vicenda, per i magistrati di Cassazione è corretta la valutazione che ha portato alla ‘assoluzione’ del Comune, poiché la condotta dell’uomo è stata imprudente: lui è sceso dall’auto su una strada visibilmente ghiacciata, a causa di eccezionali nevicate, senza calzare scarpe idonee.
L’uomo ha sostenuto che la lastra era invisibile e che l’evento sia perciò imputabile all’inerzia del Comune nella gestione delle acque meteoriche e nell’omesso spargimento di sale, nonostante le segnalazioni dei residenti. Invece, data la consistenza delle nevicate in Irpinia in quel periodo, il ghiaccio rappresentava un rischio prevedibile per un cittadino diligente, sanciscono i giudici di Cassazione.
Tirando le somme, va logicamente esclusa la responsabilità del custode per l’evento, poiché la condotta dell’uomo, sceso dall’auto su una strada palesemente ghiacciata ma senza indossare scarpe idonee, è catalogabile quale causa esclusiva del danno, idonea a degradare la pur insidiosa situazione dei luoghi a mera occasione dell’evento, chiosano i giudici di Cassazione.

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