Rapporto interrotto con le figlie: genitore condannato a risarcirle
Logico, secondo i giudici, ipotizzare per le due ragazze un danno non patrimoniale derivante da sofferenza morale o da perdita di una relazione parentale
La perdita della bigenitorialità, realizzata attraverso la consapevole sottrazione di un genitore ai doveri di assistenza morale e materiale del figlio, costituisce, di per sé, un fatto noto da cui poter desumere un’alterazione della vita del figlio, comportando scelte e opportunità diverse da quelle altrimenti compiute.
Questo il principio richiamato dai giudici (ordinanza numero 7191 del 25 marzo 2026 della Cassazione) per sancire, in via definitiva, il diritto ad un adeguato ristoro economico per due ragazze, completamente abbandonate e ignorate dal padre.
Decisivo il riferimento all’interruzione di qualsiasi rapporto tra il genitore e le due figlie. Più nello specifico, si è appurato che l’uomo, poco dopo la separazione dalla moglie, ha diradato e poi definitivamente troncato i rapporti con le figlie, evitando qualsiasi occasione di incontro personale, non contattandole neppure telefonicamente e non tentando di riprendere i rapporti con le giovani, neppure dopo la loro maggiore età, ovvero quando la madre non avrebbe più potuto opporsi in alcun modo ad eventuali visite del padre.
Logico ipotizzare per le due ragazze un danno non patrimoniale derivante da sofferenza morale o da perdita di una relazione parentale, anche perché entrambe hanno chiaramente dedotto di aver subito profonde ripercussioni personali in conseguenza dell’improvviso allontanamento della figura paterna quando la più grande aveva appena 3 anni e la più piccola era appena nata. Invece, l’uomo non ha offerto alcun elemento da cui poter desumere che l’eventuale prosecuzione dei rapporti avrebbe determinato alle figlie un pregiudizio maggiore rispetto a quello che è stato provocato dalla interruzione di ogni legame.
Per quanto concerne le cifre, il conto è presto fatto: l’uomo dovrà risarcire entrambe le figlie versando loro 50mila euro a testa.