Spese per l’acquisto degli abbonamenti al trasporto pubblico: via libera all’invio telematico dei dati all’Agenzia delle Entrate
Il testo dello schema di decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze recepisce le indicazioni fornite in passato dal Garante e volte a garantire il rispetto della protezione dei dati personali trattati
Parere favorevole del Garante per la privacy sullo schema di decreto predisposto dal Ministro dell’Economia e delle Finanze e riguardante l’invio telematico all’Agenzia delle Entrate dei dati relativi alle spese per l’acquisto degli abbonamenti al trasporto pubblico locale, regionale e interregionale ai fini della richiesta di detrazione nella dichiarazione dei redditi precompilata. La detrazione è rivolta a quei cittadini che per i loro spostamenti quotidiani si servono dei mezzi pubblici, cioè studenti, lavoratori, pensionati. La legge di bilancio 2020 ha infatti introdotto la detrazione Irpef del 19 per cento per gli abbonamenti ai servizi di trasporto, con un limite massimo di richiesta di 250 euro. Il testo dello schema di decreto recepisce le indicazioni fornite in passato dal Garante e volte a garantire il rispetto della protezione dei dati personali trattati. L’agevolazione riguarda sia le spese sostenute direttamente dal contribuente per l’acquisto dell’abbonamento, sia quelle affrontate per conto dei familiari fiscalmente a carico. Le detrazioni sono previste solo nel caso in cui gli oneri siano sostenuti con strumenti di pagamento tracciabili come bancomat, carte di credito, bollettini di conto corrente postale. Lo schema di decreto del Ministero stabilisce in particolare che gli enti pubblici e i soggetti privati affidatari del servizio di trasporto trasmettano telematicamente all’Agenzia delle Entrate una comunicazione contenente le spese dei cittadini, con l'indicazione dei dati identificativi dei titolari degli abbonamenti e di coloro che hanno sostenuto le spese. Anche i soggetti che erogano i rimborsi sono tenuti alle medesime comunicazioni. (Parere del 23 febbraio 2023 del Garante per la protezione dei dati personali)